Venezia, la città tranquilla

Poche sono le città che, visitate una seconda volta, mantengono intatta la propria magia; una di queste è Venezia, la città senza terra, la città senza spazio, la città sopra (e speriamo bene per molto tempo ancora) le acque.

Canale Grande

Per chi non la conosce, Venezia può sembrare una città mitica, come Macondo, come El Dorado, come l’Atlantide. Una città inventata dai filosofi, dai politici senza lavoro, dai registi di cinema. Perché chi più chi meno ha vissuto una straripata (o l’ha vista sul telegiornale) e sa che quando le acque invadono le strade qualsiasi città diventa impossibile, inabitabile. Bisogna, dunque, conoscerla, abitarci per qualche giorno per capire, pur che sia superficialmente, la sua miracolosa esistenza.

Piccolo canale

Prima di tutto, l’isolamento. Venezia si trova a qualche quilometro della terra ferma (si trovava; oggi, un lungo ponte permette d’arrivarci al treno e alle macchine —che, fortunatamente, rimangono in un estremo della città—), quindi, il senso di staccamento del mondo reale e una delle prime sensazioni che colpiscono il visitante: Venezia, fisicamente, rimane al di fuori della realtà quotidiana.

Rialto

Poi, le strade, un insieme di canali e canaletti per cui i vaporetti trasportano le persone, ma anche il cibo, i mobili, la roba tutta di cui hanno bisogno le persone per vivere con normalità. E anche i vicoli, esclusivamente pedonali (insisto: niente macchine, motorini, biciclette), per cui le persone camminano —come tanti secoli fa— e trasportano su carretti ogni classe di merci. Canali e vicoli (questi tagliati —o allacciati— da piccoli ponti coi gradini) che impongono un ritmo calmo e tranquillo: scarsi rumori, spostarsi sempre a piede o, meglio ancora, col gradevole grondarsi del vaporetto mentre i più belli palazzi del settecento e dell’ottocento ci salutano con gravità senza nasconderci i segni del tempo.

Vaporetto

Perché, per di più, ci sono i palazzi, grandi e vecchi palazzi che ci mostrano le linee irregolari d’una città eretta sul fango e sul legno che affonda un po’ al caso, più di qua e un po’ meno di là, come una vecchietta che si regge a malapena sul bastone, ma sempre con la dignità dei capelli bianchi.

Palazzo

Ma Venezia no è una città morta, né uno appossito scenario per attrarre i turisti: ha la sua vita, con la normalità di qualsiasi altra città del mondo, con le cose grandi e piccole che la fanno bella.

Chi sa se conservarà abbastanza magia per una terza visita. Forse sì, e il fortunato viaggiatore pensa ancora a ritornare, con qualsiasi mezzo.

Quant a Giorgio Grappa

Algú fa cas de les coses que els blocaires escriuen sobre ells mateixos? El comentari més sincer que he llegit als "about me" és aquell de: "si vols saber res de mi, pots llegir el meu bloc."
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Una resposta a Venezia, la città tranquilla

  1. Lliri blanc ha dit:

    Innanzitutto bentornato!Anche se ho letto con dispiacere di ciò che hanno subito i tuoi libri.Ora se non ti offendi passo alle piccole correzioni.Scrivi perfettamente, ma è il ritocco per completare l’opera:LA PROPRIA MAGIA(E SPERIAMO BENE PER MOLTO TEMPO ANCORA)PER CHI NON LA CONOSCEMACCHINESENSAZIONIDI CUI HANNO BISOGNOMACCHINE BICICLETTE OGNI GENERE DI MERCIUN APPOSITOGRANDI E PICCOLEciao a presto

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